L’Italia di Antonio Conte continua il percorso di avvicinamento all’Europeo di Francia, che si disputerà quest’estate. Dopo tanta fatica l’ex allenatore della Juventus è riuscito a infondere il suo carisma a questa squadra, però quello che latita nella rosa azzurra è proprio chi deve mettere il pallone in rete, e, dunque, quello che deve trascinare la Nazionale il più avanti possibile nella competizione. Gli attaccanti azzurri, infatti, giocano poco nelle varie squadre di club. Ad esclusione di Pellè, che è out a causa di un problema al ginocchio, e di Eder, vicecapocannoniere della Serie A, la situazione è tutt’altro che rosea. Certo, questa non sarà una delle nazionali più forti della nostra storia,e sarà pure colpa dei vari allenatori di club a cui l’ex bianconero più volte non ha risparmiato numerose critiche, ma, a sei mesi dagli Europei, il conto degli attaccanti abili e arruolabili per la Nazionale non lascia troppo ottimisti.

Conte sembra intenzionato a puntare sul 4-2-4 che ha garantito nelle ultime uscite delle buone prestazioni. I punti inamovibili sono Eder e Pellè: l’italo-brasiliano si sta confermando ad altissimi livelli, mentre il prodotto delle giovanili del Lecce, ha trovato finalmente la sua dimenzione in Premier League: 6 reti per lui in questa stagione. La sorpresa potrebbe essere Stefano Okaka, che è stato convocato nelle due amichevoli contro Belgio e Romania. L’ex doriano viaggia su numeri altissimi con la maglia dell’Anderlecht: 11 gol ufficiali di cui nove nella Jupiler Pro League.  Sebastian Giovinco, Alessandro Matri e Fabio Quagliarella sono delle vecchie conoscenze del ct, che li ha allenati alla Juventus, che sa quindi come possano segnare gol pesanti. La Formica Atomica ha incantato tutti dal suo trasferimento nella Major League Soccer: 23 gol con il Toronto FC e titolo di MVP della regular season. Matri non sarà di certo il giocatore più tecnico, ma la palla in rete la sa mettere : a maggio ha segnato il gol vittoria nella finale di Coppa Italia , poi è passato alla Lazio mettendo a segno sei gol. Quagliarella, invece, sembra entrato in un tunnel pericoloso al Torino: dopo una partenza sprint con quattro gol in altrettanti turni, si è bloccato e non segna da ben 14 partite. Del tandem che Conte utilizzava nelle sue prime uscite da ct, Ciro Immobile-Simone Zaza, è rimasto ben poco: l’ex granata è un fantasma a Siviglia (quattro centri tra Liga e Copa del Rey), mentre lo juventino, nonostante la media di un gol ogni 73′, potrebbe pagare il fatto di non essere un titolare inamovibile.

Capitolo esterni: Lorenzo Insigne sta vivendo un’annata fantastica con già otto reti di cui sette in campionato, ma Conte finora l’ha visto poco. In questo momento i titolari sarebbero Alessandro Florenzi e Antonio Candreva, che con la doppietta di San Siro dell’ultimo turno ha fatto finalmente sorridere i tifosi della Lazio. Domenico Berardi ha le qualità per far parte della spedizione francese, ma il ct non è convinto della testa del classe 94′. Nelle note più dolenti  bisogna citare Alessio Cerci e Stephan El Shaarawy: finora l’ex Atletico Madrid è solo la brutta copia del giocatore che ha trascinato il Toro in Europa League, mentre il Faraone dopo una buona partenza con la maglia del Monaco, ha perso la fiducia del tecnico Jardim. Le possibilità stanno per concludersi: il tempo stringe, e presto Conte dovrà consegnare la lista degli arruolati per la spedizione francese.