Questa Serie A sta regalando emozioni come non succedeva da tempo. Alcuni dicono dai tempi delle sette sorelle. Durante la snervante pausa per Natale, è arrivato però il momento di tirare le somme di quel che, fino ad ora, è stato il responso fornito dai campi di Serie A: ecco, in particolare, i migliori giocatori che si sono espressi in questo inizio di stagione ed i flop che hanno deluso oltremodo tifosi ed allenatori.

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HIGUAIN - Soltanto sei mesi fa il Napoli si piazzava quarto in Serie A, rimanendo fuori dalla Champions anche per colpa di un rigore ciccato da Gonzalo contro la Lazio. Dopo un’estate con la valigia in mano, il maestro Sarri con metodi persuasivi è riuscito a convincere il Pipita a rimanere al centro del progetto dei partenopei. Oggi Higuain è il “Pipita de Oro”, 16 gol in 17 partita ed il ruolo da leader negli azzurri.

HANDANOVIC – La saracinesca dell’Inter di Mancini. Il bunker difensivo che ha permesso ai nerazzurri di guidare attualmente la classifica di Serie A  è stato reso ancor più blindato dalle performance del portiere sloveno: semplicemente una certezza, tenendo conto anche della sua straordinaria dote di pararigori.

DYBALA – Arriva a Torino con un minimo di pressione psicologica: un investimento da 40 milioni circa, l’eredità di Tevez, gli elogi del suo ex presidente Zamparini (“alla sua età Messi non era così forte”) e quel numero 21 che da Zidane a Pirlo ha avuto sempre interpreti di spessore. Per Paulo non era semplice replicare cosa ha fatto a Palermo, però, in una Juve che stentava, e che proprio lui è stato capace di prendere per mano con la sua inventiva, con i suoi colpi. La rimonta dei bianconeri passa sicuramente dai suoi piedi: 8 gol in Serie A e un futuro assicurato nella squadra di Allegri.

Flop

MORATA – Nella Juve da rimonta, lo spagnolo non convince proprio. Morata sembra il fantasma del grande attaccante della scorsa stagione. Gli gira tutto male quest’anno: troppi gli errori sotto porta. Vederlo entrare in campo con la grinta di Bambi, dopo aver visto Mandzukic sbranare il terreno di gioco, mette un pizzico di malinconia e compassione. Lo psicologo Allegri dovrà lavorare parecchio durante le vacanze per recuperare un talento che al momento pare in involuzione.

DZEKO – Arrivato a Roma con le premesse del grande campione in grado di spostare gli equilibri, adesso lo spettro del nuovo Mario Gomez comincia a pesare. I 18 mln sborsati da Pallotta per portare il bosniaco in Serie A valgono più dei quattro gol messi a segno dall’ex City. Mai decisivo, troppo impreciso sotto porta. Chissà se il Natale riporterà il bomber implacabile ammirato in Inghilterra e Germania.

F. ANDERSON – Certo per l’andamento in Serie A dei biancocelesti, tutta la squadra, Pioli compreso, meriterebbe di essere inserita in questa classifica. Però forse un giocatore che rappresenta più di tutti il momento della Lazio è Felipe Anderson: il brasiliano ha certamente i numeri del campione, ma senza risolvere il problema dell’accensione a intermittenza non lo diventerà mai. Pensare che solo sei mesi fa il numero 10 incantava tutta la Curva Nord.