Quando si avvicina la fine dell’anno, arriva il difficile ed “odiato” momento di tirare le somme sull’andamento dell’anno che ci sta per salutare. Questo 2015 è stato ricco di soddisfazioni per lo sport italiano, sia dal punto di vista burocratico ( l’assegnazione del mondiale di pallavolo nel 2018 e la candidatura di Roma per ospitare le Olimpiadi del 2024) sia da quello prettamente sportivo. Il bel paese, dopo anni bui, è tornato ad affermarsi nello sport, vediamo però grazie a chi.

5 -  LA CORSA DI ROSSI AL 10′ TITOLO – Trentasei anni suonati e giocarsela con la spensieratezza di un ragazzino. In questa speciale classifica non si può non menzionare Valentino Rossi che, per colpa di una vicenda che va ben lontana dai valori dello sport, si è visto sfumare all’ultima gara il sogno dei dieci mondiali vinti in carriera.  Il Dottore aveva il mondiale in mano, poi qualche punto di troppo per strada ha fatto riavvicinare il duo spagnolo Marquez-Lorenzo, fino allo scempio di Sepang, con la penalizzazione che costringerà il pilota di Urbino a partire dall’ultima posizione a Valencia. Nonostante una rimonta che qualunque appassionato non dimenticherà mai, Vale non riuscirà a raggiungere il decimo titolo. Poco male, se la tenuta fisica è ancora questa, c’è tempo per scrivere definitivamente il nome di questo campione dello sport italiano nel libro delle leggende delle due ruote.

4 – LA VITTORIA DI ARU ALLA VUELTA –  Il ciclismo italiano non è solo Vincenzo Nibali. Un giovane venticinquenne di Villacidro, Sardegna, ha deciso di entrare a far parte della storia del ciclismo e di guadagnarsi il quarto posto nella nostra classifica dello sport italiano. Ovviamente stiamo parlando di Fabio Aru che in un anno si classifica secondo al Giro d’Italia ( dietro un irraggiungibile Contador), e poi mette a segno il capolavoro della Vuelta. Ventuno giorni di battaglia, di speranza. E nel momento più difficile, quando Tom Dumoulin sembrava lanciato verso il successo finale, l’affondo di un campioncino in erba. Un attacco da lontano per fiaccare la resistenza dell’avversario, la squadra (perfetta) a completare l’opera con Fabio a riprendersi la maglia rossa e l’olandese addirittura giù dal podio. Con la coppia Nibali-Aru l’oro di Rio non è così poi un’utopia.

3 – I 4 SCUDETTI E IL SOGNO CHAMPIONS DELLA JUVENTUS – Una stagione che di certo non era di certo cominciata nel migliore dei modi: il condottiero della squadra schiacciasassi Antonio Conte lascia la Juventus, e viene sostituito da Max Allegri, accolto dal pieno scetticismo di tutti i tifosi bianconeri. Alla fine però tutti si sono dovuti ricredere: Scudetto vinto con un mese d’anticipo dalla fine del campionato ( il quarto consecutivo), decima Coppa Italia e poi quella finale di Berlino che ancora tormenta gli incubi del popolo bianconero. Troppo superiore quel Barcellona, ma il merito di mister Allegri e della Juventus è quello di aver riportato il made in Italy in alto, dove non ci stava da molto tempo.

2 –  IL SOGNO ITALBASKET AGLI EUROPEI DI GERMANIA – Certo, con una nazionale così forte con 4 NBA in rosa era difficile fare male però sfido chiunque a dire che, dopo la prima partita con la Turchia, pensava che sarebbe finita in questo modo. La squadra di coach Pianigiani trascinata da Gallinari e Bellinelli, infila due vittorie nel girone con la Spagna di Paul Gasol (che alla fine vincerà il titolo) e la Germania di Dirk Nowitzki padrona di casa. Il sogno azzurro si infrange però ai quarti di finale contro la Lituania, ma il grande merito di questi ragazzi è aver acceso per una volta i riflettori del Bel Paese sullo sport dalla palla a spicchi.

1 - LA FINALE DEGLI U.S. OPEN MADE IN ITALY - Sicuramente la migliore copertina per lo sport italiano, ma anche la più importante impresa della storia del tennis nel bel paese. Roberta Vinci e Flavia Pennetta, amiche e compagne di doppio, si affrontano nella finale degli US Open 2015. La brindisina, testa di serie numero 26, ha sconfitto nella prima semifinale la romena Simona Halep, seconda forza del tabellone, con il punteggio di 6-1 6-3 in un’ora di gioco. Ma l’impresa che sconvolge il mondo del tennis la compie la Vinci: un 2-6, 6-4, 6-4 a Serena Williams che interrompe il sogno della statunitense di vincere tutti e quattro i tornei dello Slam nella stessa stagione a distanza di 27 anni da Stefi Graf. Alla fine vincerà la Pennetta che, dopo una netta vittoria in due set 7-6, 6-2, annuncia il suo ritiro al termine della stagione. L’epilogo sembra proprio quello di un film: la vittoria, le lacrime, l’addio.